Aperitivo fatale – Dino Cassone (Les Flâneurs)

È ancora giallo a Rosicano: Placido Visone, marito tradito della fascinosa dark lady Venere Rimessa, muore dopo aver assaggiato un po’ del Vermut Solitario che ha ricevuto per posta. Tutti i sospetti e gli indizi convergono su Carlo Limone, veterinario nonché amante di lei, ossessionato e rancoroso. Ma è davvero lui il colpevole? Toccherà di nuovo al maresciallo Sapone seguire il caso, supportato stavolta non solo da sua moglie Margherita ma anche dal brigadiere Cimino, che nel frattempo deve destreggiarsi fra ex, amici immaginari e nuove fiamme. E sarà di nuovo la tremenda Pacifica Diavoli, con i suoi scoop, a raccontare al paese ogni dettaglio di questo triangolo “velenoso”.

Tra le righe – Laura Mercuri (Les Flâneurs)

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Galatea Rovani, per tutti Tea, è un’editor di grande esperienza, una madre sui generis per il figlio adolescente e, da quando ha divorziato, una single convinta, che ama il suo lavoro e le sue abitudini. O almeno così credeva. Quando il suo capo le affida il romanzo del talentuoso esordiente Damiano Dionisi, infatti, ogni sua certezza viene scardinata dalla maturità e dall’irruenza di questo giovane uomo, che ha vent’anni meno di lei e la fa sentire come mai nessuno prima. Sullo sfondo del fascinoso quanto meschino universo editoriale, tra editing, presentazioni e fiere del libro, i due compiranno un percorso di scoperta reciproca che porterà Tea a conoscere lati inesplorati di se stessa. Fino a quando, spaventata dagli effetti che una simile relazione avrebbe sulla sua vita e sulla sua carriera, non sarà costretta a scegliere.

Il racconto di un sogno. Ritorno a Twin Peaks – Ilaria Mainardi (Les Flâneurs)

Is it the future or is it the past? Con David Lynch non ne siamo mai certi: i bordi si sfumano, le maglie si allargano, lo spaziotempo e ogni sua logica esplodono in un Big Bang di intuizioni e suggestioni. Raccontare tale caos primigenio come se fosse un sogno è l’obiettivo di questa disamina del terzo capitolo dell’iconico Twin Peaks, una lettura metaforica che ne esplora il simbolismo con l’ausilio della critica cinematografica e della filosofia, della religione e della psicologia. Provando a fare ordine, a comprenderlo quanto più possibile senza annullarne del tutto il mistero. Perché forse è proprio lì, nella sua perturbante indeterminatezza, che si annida il fascino visionario del regista di Missoula.

La foresta delle farfalle monarca – Roberto Gassi (Les Flâneurs)

È ancora lontano, il tempo in cui Erol Ciorba compirà un’operazione di spionaggio per conto del Gruppo nella sua più grande agenzia del sud Italia, portandone alla luce i misteri. Per il momento la sua vita è fatta di viaggi di lavoro in giro per l’Europa, sbronze in compagnia di Lucien, avventure di una notte che non riescono a cancellare il volto di Leila, ma soprattutto tanta scrittura. Mentre ritroviamo il protagonista dell’Uomo con la testa di scarabeo che vive la propria storia, diviso tra il desiderio di fare carriera e il bisogno di serenità, leggiamo infatti anche la storia che lui sta scrivendo, ambientata da qualche parte in Messico nel 1890, dove cinque pistole d’argento intrecciano i destini dei Renos e dei Moral, e moltitudini di farfalle monarca sembrano portare la vendetta sulle proprie ali…

Leggendo Murakami in danese – Vanya De Rosa (Les Flâneurs)

Giulio è un quindicenne sensibile e più maturo della sua età, ma da quando ha perso la mamma non fa che attraversare le sue giornate svuotate di senso con un nuovo fardello sulle spalle: prendersi cura di un padre devastato e incapace di reagire. E poi c’è Sara, bellissima e misteriosa compagna di classe che lo tiene sospeso fra improvvise aperture e parole non dette, sprazzi di dolcezza e brusche retromarce. Il viaggio alla ricerca di un nuovo equilibrio gli insegnerà il valore dell’attesa e lo porterà a scoperchiare segreti da troppo tempo nascosti. La sfida sarà affrontare quelle acque agitate e profonde, che possono annientare ma anche guarire.

Fumiamoci una sigaretta. Ma quanto mi piace la mia vita! – Ludovica Castelli (Les Flâneurs)

Stralci di diario, frammenti di cuore in forma di autofiction, diapositive che scorrono veloci recando l’immagine di una donna, della sua quotidianità consumata fra amore vissuto e amore sognato, “amiche streghe” e “amiche e basta”, ferite ricevute e inflitte, il sogno della recitazione e il perenne scandaglio dell’anima. Con la puzza di tabacco a far da sfondo politicamente scorretto quanto a suo modo poetico, familiare, e ogni emozione succhiata fino al midollo, Fumiamoci una sigaretta. Ma quanto mi piace la mia vita! è un invito a dedicarsi del tempo, a dissipare l’estraneità fra un tiro e l’altro e, al bagliore della brace e fra lievi spirali di grigio, a viversi.

La quarta dimensione del tempo – Ilaria Mainardi (Les Flâneurs)


James Murray, newyorkese d’adozione, è un affascinante pubblicitario che ha passato gli ultimi tre decenni a costruirsi una nuova e brillante identità sui cocci del passato. Finché una lettera, giunta ai suoi occhi in ritardo di ventisette anni, non fa crollare ogni impalcatura. Insieme all’amico Gavin dovrà ripercorrere a ritroso la strada verso un Missouri verde come l’Irlanda, verso una figura materna cancellata da troppo tempo, verso i sogni perduti, verso se stesso. Nella consapevolezza che, come gli ripeteva l’amato padre, dove si arriva e da dove si parte sono i soli punti da tenere sempre presenti per non sbandare durante il percorso.

La terra promessa. Autobiografia Rock – Otello Marcacci (Les Flâneurs)

Raccontarsi significa ripercorrere mentalmente la propria esistenza, le persone incrociate, i viaggi compiuti. E la musica ascoltata. Accade così che una storia personale diventi paradigmatica della storia di una subcultura, che i sogni di un individuo incarnino i sogni di intere generazioni e che l’autobiografia sia solo un filo conduttore, un pretesto per rievocare canzoni e concerti, superstar e magnifici perdenti, locali underground come il CBGB e strade come Abbey Road, che hanno fatto da sfondo a eventi memorabili, dando loro un volto e assorbendone l’anima. La terra promessa. Autobiografia Rock è un atlante di questi luoghi bramati e talvolta raggiunti, un archivio di memoria, una bussola che consenta ai nostalgici di rivivere i propri anni d’oro e ai “retromaniaci” di orientarsi nelle terre del rock.

Quasi – Teresa Antonacci (Les Flâneurs)

Dopo la morte dell’amatissimo Nicola e il trasferimento nella casa di dodici stanze, a Polignano, ad Alina tocca ricominciare tutto da capo, o quasi. Ormai donna matura e realizzata, che ha fatto pace con il proprio dono – la sindrome di Asperger –, dovrà mettere insieme i cocci del passato e provare a costruire una nuova serenità dopo averla rincorsa, raggiunta e ripersa. Ma i déjà-vu accadono, e l’amore pure, e lei si troverà di nuovo in balia della sorte, ad accoglierne le svolte inaspettate e le speranze disattese. Perché, come diceva nonno Giuseppe, «Dio dà e Dio toglie» e le cose irrisolte della vita prima o poi tornano pressanti. Riuscirà a pareggiare i conti con il destino, questa volta?

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Edificio Fellini. Anime e corpi di Federico – Isabella Cesarini (Les Flâneurs)

Ogni artista trova spontaneamente la fonte cui attingere per rinverdire il proprio immaginario. Federico Fellini si è nutrito di letteratura, poesia, umorismo e cultura popolare ma anche di psicoanalisi e di un certo esoterismo. Questa è un’indagine sui personaggi che hanno incrociato la sua formazione e dunque la sua carriera, un viaggio tra le sue fondamenta culturali che va da Italo Calvino a Charles Dickens, da Tonino Guerra a Edgar Allan Poe, da Dino Buzzati a Gustavo Rol. Il tutto osservato attraverso la lente della psicologia analitica, poiché un’assidua frequentazione ha legato per molti anni il regista romagnolo a Ernst Bernhard, allievo di Jung. Anni in cui il suo estro ha dato vita a un cinema che è una vera e propria festa onirica, una discesa nelle viscere dell’inconscio, tanto più profonda quanto più vertiginosa è la scalata della sua arte.