Aperitivo fatale – Dino Cassone (Les Flâneurs)

È ancora giallo a Rosicano: Placido Visone, marito tradito della fascinosa dark lady Venere Rimessa, muore dopo aver assaggiato un po’ del Vermut Solitario che ha ricevuto per posta. Tutti i sospetti e gli indizi convergono su Carlo Limone, veterinario nonché amante di lei, ossessionato e rancoroso. Ma è davvero lui il colpevole? Toccherà di nuovo al maresciallo Sapone seguire il caso, supportato stavolta non solo da sua moglie Margherita ma anche dal brigadiere Cimino, che nel frattempo deve destreggiarsi fra ex, amici immaginari e nuove fiamme. E sarà di nuovo la tremenda Pacifica Diavoli, con i suoi scoop, a raccontare al paese ogni dettaglio di questo triangolo “velenoso”.

Leggendo Murakami in danese – Vanya De Rosa (Les Flâneurs)

Giulio è un quindicenne sensibile e più maturo della sua età, ma da quando ha perso la mamma non fa che attraversare le sue giornate svuotate di senso con un nuovo fardello sulle spalle: prendersi cura di un padre devastato e incapace di reagire. E poi c’è Sara, bellissima e misteriosa compagna di classe che lo tiene sospeso fra improvvise aperture e parole non dette, sprazzi di dolcezza e brusche retromarce. Il viaggio alla ricerca di un nuovo equilibrio gli insegnerà il valore dell’attesa e lo porterà a scoperchiare segreti da troppo tempo nascosti. La sfida sarà affrontare quelle acque agitate e profonde, che possono annientare ma anche guarire.

Fumiamoci una sigaretta. Ma quanto mi piace la mia vita! – Ludovica Castelli (Les Flâneurs)

Stralci di diario, frammenti di cuore in forma di autofiction, diapositive che scorrono veloci recando l’immagine di una donna, della sua quotidianità consumata fra amore vissuto e amore sognato, “amiche streghe” e “amiche e basta”, ferite ricevute e inflitte, il sogno della recitazione e il perenne scandaglio dell’anima. Con la puzza di tabacco a far da sfondo politicamente scorretto quanto a suo modo poetico, familiare, e ogni emozione succhiata fino al midollo, Fumiamoci una sigaretta. Ma quanto mi piace la mia vita! è un invito a dedicarsi del tempo, a dissipare l’estraneità fra un tiro e l’altro e, al bagliore della brace e fra lievi spirali di grigio, a viversi.

La quarta dimensione del tempo – Ilaria Mainardi (Les Flâneurs)


James Murray, newyorkese d’adozione, è un affascinante pubblicitario che ha passato gli ultimi tre decenni a costruirsi una nuova e brillante identità sui cocci del passato. Finché una lettera, giunta ai suoi occhi in ritardo di ventisette anni, non fa crollare ogni impalcatura. Insieme all’amico Gavin dovrà ripercorrere a ritroso la strada verso un Missouri verde come l’Irlanda, verso una figura materna cancellata da troppo tempo, verso i sogni perduti, verso se stesso. Nella consapevolezza che, come gli ripeteva l’amato padre, dove si arriva e da dove si parte sono i soli punti da tenere sempre presenti per non sbandare durante il percorso.

Quasi – Teresa Antonacci (Les Flâneurs)

Dopo la morte dell’amatissimo Nicola e il trasferimento nella casa di dodici stanze, a Polignano, ad Alina tocca ricominciare tutto da capo, o quasi. Ormai donna matura e realizzata, che ha fatto pace con il proprio dono – la sindrome di Asperger –, dovrà mettere insieme i cocci del passato e provare a costruire una nuova serenità dopo averla rincorsa, raggiunta e ripersa. Ma i déjà-vu accadono, e l’amore pure, e lei si troverà di nuovo in balia della sorte, ad accoglierne le svolte inaspettate e le speranze disattese. Perché, come diceva nonno Giuseppe, «Dio dà e Dio toglie» e le cose irrisolte della vita prima o poi tornano pressanti. Riuscirà a pareggiare i conti con il destino, questa volta?

Quasi
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L’uomo che regolava i conti – Mariana Fujerof (Les Flâneurs)

È trascorso poco più di un anno da quando Amedeo Gastaldi è stato incarcerato per l’omicidio della vicina di casa. Adesso, assolto per insufficienza di prove, si trova a doversi ricostruire una vita senza le sue belle suppellettili da collezione, vendute poco prima dell’arresto; senza il caro amico Fabrizio, prematuramente scomparso; senza l’adorata sorella, fuggita chissà dove. Nella sua solitudine sempre più tetra e soffocante, lo scrittore maledetto dalle iridi nere come la notte si dedica anima e corpo al lavoro e, per così dire, alla coltivazione del proprio cinismo: ormai entrato in un vortice di autocompiacimento, misoginia e sfiducia verso il prossimo, Amedeo troverà conforto solo nell’amore mercenario e nella vendetta.

Call per scrittori!

Les Flâneurs Edizioni valuta opere inedite di SAGGISTICA e NON-FICTION NARRATIVA sui temi MUSICA, TEATRO, CINEMA E AUDIOVISIVI con le seguenti caratteristiche:

  • taglio leggero e divulgativo
  • scritture ibridate tra narrativa e saggistica
  • stili non accademici, anche pop o con approcci laterali e visioni innovative

Numero battute: max 220mila spazi inclusi.

NON CERCHIAMO ROMANZI.

Ci rivolgiamo a blogger, scrittori, critici e giornalisti musicali/cinematografici o semplici fan e collezionisti che abbiano maturato nel tempo un patrimonio culturale o materiale rilevante per valore documentario. In particolare siamo interessati a:

  •  saggi su una scena, un’opera, un artista o gruppo di artisti del presente o del passato, underground o mainstream, di carattere colto o popolare
  • saggi sulla relazione tra musica e letteratura; cinema e letteratura; musica e cinema; musica e giornalismo; cinema e giornalismo
  • saggi su nuovi movimenti e linguaggi o sulla relazione tra questi e quelli del passato
  • raccolte di recensioni e testi critici
  • archivi personali e collezioni
  • reportage narrativi
  • biografie romanzate

Si prega di inviare l’intero manoscritto, una sinossi (max 1500 battute spazi inclusi) e una breve biografia.

Gli invii devono avvenire ESCLUSIVAMENTE a mezzo mail (a.caprioli@lesflaneursedizioni.it – Arianna Caprioli) in formato pdf (NON SI ACCETTANO INVII CARTACEI). Nel corpo della mail riportare: nome, cognome, numero di telefono. Oggetto: Nuova collana: “Boulevard”. Dichiarare di acconsentire al trattamento dei dati personali in merito alla valutazione del manoscritto.

Boulevard

Lions – Bonnie Nadzam (Black Coffee, 2017)

Ogni cosa segue un corso prestabilito, a Lions. Il vento sferza costantemente gli altopiani, le sterminate distese di grano duro sul terreno piatto, gli edifici abbandonati e i pochi abitanti rimasti, progenie di coloro i quali in tempi lontani, vittime della propria inventiva sfrenata e di irragionevoli ambizioni, le diedero quel nome, gettando su se stessi e sulla neonata città del West una maledizione.

«Non c’era niente, tranne il vento e un sole bianco. Era come non essere da nessuna parte, persi nel nulla. Sotto i piedi il vuoto. A Lions non c’era futuro. Non importava quanti aneddoti ti avessero raccontato sugli anni passati, quanti piani avessi in serbo per il domani: eri prigioniero di un eterno presente».

Sembra davvero di essere intrappolati nella “città quasi fantasma” della provincia americana leggendo Lions […] Il lettore si ritrova incatenato come i protagonisti alla sua dimensione fatta di luce, polvere, immobilismo. Una realtà statica, infausta, che apparentemente infonde nei suoi abitanti la brama di fuggire via proprio mentre li incatena a sé. Continua su Les Flâneurs Magazine

Lions
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Bonnie Nadzam

Nessuno ti chiama per nome. Un’estate con Sashi – Tommaso Occhiogrosso (Les Flâneurs)

Carmine è un ragazzino intelligente e sensibile, diverso da tutti i suoi coetanei e dalla gran parte degli adulti di sua conoscenza. Mentre i compagni passano l’estate a scorrazzare in bici per le strade di Oria, lui ama disegnare, soprattutto volti, rendendoli migliori e “più veri” su carta. Quello dell’appuntato Carbone, per esempio, lo intriga al punto da piazzarsi ogni giorno nella caserma dei carabinieri con la scusa di una bicicletta rubata, per coglierne le innumerevoli sfumature. È lì che, una mattina, un uomo va a denunciare la scomparsa della figlia Sashi, trovandosi davanti l’aria di sufficienza del maresciallo Biase. Carmine segue l’istinto e, con lo scarso aiuto dell’italiano stentato di questo padre in lacrime, realizza un ritratto che viene affisso in paese. Ma a nessuno interessano davvero le sorti di una zingara. Solo a lui, che la prende tanto a cuore da portare avanti un’indagine in solitaria per ritrovarla, compiendo nel frattempo un percorso che lo allontana dai pregiudizi dei grandi e lo rende più simile all’uomo che vuole diventare.

Internet ha ucciso il rock – Giancarlo Caracciolo (Les Flâneurs)

Lizzy è un’adolescente di Liverpool che rifugge dalle oppressioni della famiglia per cercare di incontrare il suo amore platonico, Paul McCartney. Jack ha il compito di trovare nei pressi di Woodstock un terreno grande abbastanza da ospitare il festival del secolo. Tyler vive nella Seattle degli anni Novanta e sogna di sfondare con la sua band per aiutare economicamente la sua famiglia. Vivono in tempi e luoghi diversi, ognuno con le proprie battaglie da combattere e i propri sogni da rincorrere ma tutti con la stessa passione: la musica.  Alternando momenti narrativi ad altri di carattere divulgativo, undici fotografie di altrettante epoche storiche raccontano come i progressi tecnologici influenzino la musica e come questa a sua volta influenzi la società. Quello che resta è la portata rivoluzionaria del rock in tutte le sue declinazioni, la sua capacità di stravolgere un destino. E l’inesorabile affievolimento della sua fiamma nell’era digitale.