Nessuno ti chiama per nome. Un’estate con Sashi – Tommaso Occhiogrosso (Les Flâneurs)

Carmine è un ragazzino intelligente e sensibile, diverso da tutti i suoi coetanei e dalla gran parte degli adulti di sua conoscenza. Mentre i compagni passano l’estate a scorrazzare in bici per le strade di Oria, lui ama disegnare, soprattutto volti, rendendoli migliori e “più veri” su carta. Quello dell’appuntato Carbone, per esempio, lo intriga al punto da piazzarsi ogni giorno nella caserma dei carabinieri con la scusa di una bicicletta rubata, per coglierne le innumerevoli sfumature. È lì che, una mattina, un uomo va a denunciare la scomparsa della figlia Sashi, trovandosi davanti l’aria di sufficienza del maresciallo Biase. Carmine segue l’istinto e, con lo scarso aiuto dell’italiano stentato di questo padre in lacrime, realizza un ritratto che viene affisso in paese. Ma a nessuno interessano davvero le sorti di una zingara. Solo a lui, che la prende tanto a cuore da portare avanti un’indagine in solitaria per ritrovarla, compiendo nel frattempo un percorso che lo allontana dai pregiudizi dei grandi e lo rende più simile all’uomo che vuole diventare.

Enrico fatto di vento – Teresa Antonacci

Lei è una brillante, indomabile quarantenne con troppo cuore in testa e poca voglia di legami. Lui è un affascinante, irriducibile idealista che irrompe come un uragano nella sua vita, spazzandone via dubbi e incertezze: non le resta che piegarsi alla sua furia amorevole e costruirci insieme una favola, la più bella e inattesa. Anche le favole però vacillano dinanzi a quella realtà, chiamata spettro autistico, che entrambi dovrebbero conoscere bene per via del loro lavoro, ma che si rivela ben altra cosa quando a esserne toccati sono i loro stessi figli. Persino un amore dalle radici così solide viene travolto dalla burrasca. La sfida sarà quella di resisterle e tentare di ritrovare un lieto fine.

La bugiarda – Dino Cassone

All’indomani della Prima guerra mondiale, a Bologna, una donna dà alla luce la sua bambina. Proprio come lei, Luisa è figlia dell’amore: cresce cullata dall’affetto dei genitori e dal pensiero di essere destinata a grandi, romantiche avventure. Questa certezza però muore prematuramente insieme alla sua mamma, quando lei ha appena nove anni. Da quel momento in poi le sue giornate sono scandite dagli impegni parrocchiali e dai lunghi pomeriggi con nonna Leonilde, tra odori di antiche ricette e poetici racconti del passato. È proprio la nonna paterna a far germogliare nella giovane il sogno di quei “baci saporiti” che solo un amore puro e senza limiti può dare. Divisa così tra la ferrea disciplina cattolica e l’indole di inguaribile romantica, Luisa finisce per trovare quei baci in una relazione proibita. Un vortice di menzogne distruggerà pian piano ogni suo equilibrio e sistema di valori, portandola alla deriva. La bugiarda è una storia in bianco e nero come una vecchia foto, fatta di passione e peccato, vendetta e rimpianto.

La dodicesima stanza – Teresa Antonacci

Alina ha i capelli rossi, gli occhi verdi e un’intelligenza fuori dal comune: a due anni sa già leggere e contare. Ama sezionare chirurgicamente il mondo che la circonda e ascoltare le storie che nonno Giuseppe le racconta, mentre vagabondano tra i vicoli e gli scogli di Polignano. È un’infanzia atipica, la sua, sempre in bilico fra genialità e disagio, tappe bruciate e bullismo incombente. Perché lei è sempre quella più piccola, quella più brava, quella più forte e fragile insieme. Pesce fuor d’acqua dai “superpoteri” intellettivi e sensoriali, con depressione e anoressia sempre in agguato. Fino a quando non arriverà Nicola a rompere la sua sfera di cristallo. Un amore tanto forte quanto socialmente inaccettabile che segnerà l’inizio della sua vita vera, della sua crescita obbligata, del suo precoce sbocciare in donna forte, capace di amare e di soffrire. Questa è la storia di Alina e del suo modo di essere, con la sindrome di Asperger addosso, in un crescendo di emozioni “diversamente” provate tra Polignano, Milano e Parigi, per poi far ritorno al punto di partenza: la dodicesima stanza.